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Beni culturali, scuole e PCTO - MAXXI A[R]T WORK
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maria lucia carani

Beni culturali, scuole e PCTO

Maria Lucia Carani, docente del Liceo Artistico Fulvio Muzi dell’Aquila e referente del Settore Educazione di Italia Nostra Abruzzo, ha pubblicato Il patrimonio culturale nella scuola dell’autonomia. 

 

Il sottotitolo del saggio recita Per un’azione di sostegno e crescita del territorio ed infatti non mancano nell’Appendice esempi realizzati a L’Aquila dopo il sisma del 2009.

 

Dopo un’appassionata riflessione nata durante l’edizione di ottobre 2022 del PCTO al MAXXI L’Aquila, abbiamo invitato la professoressa Carani a scrivere per il blog di MAXXI A[R]T WORK.

 

Lo storico Raffaele Colapietra con gli studenti dell’Aquila

di Maria Lucia Carani

 

Nei miei anni di insegnamento della storia dell’arte e, precedentemente, di catalogazione dei Beni culturali, ho potuto sperimentare le potenzialità, ancora in parte inesplorate, dell’educazione al Patrimonio culturale.

 

L’esperienza di lavorare per progetti su tematiche ad esso legate, attuando una didattica laboratoriale il più delle volte fuori dalle mura scolastiche attraverso intese con enti esterni, mi hanno spinto a voler condividere con tutti gli operatori della scuola, enti di formazione e servizi educativi la mia convinzione sul ruolo chiave che il patrimonio culturale ricopre per la crescita delle giovani generazioni, cittadini di domani.

 

Le attività sul campo trovano applicazione anche nei Percorsi per la Competenze trasversali e l’Orientamento (PCTO) come l’ultimo svolto (a ottobre 2022) con una mia classe in collaborazione con il MAXXI L’Aquila che da poco arricchisce e funge da centro propulsore per l’intera regione.

 

Credo che nella “società della conoscenza”, così come auspicata dopo il trattato di Maastricht, l’istruzione debba essere pensata e praticata come bene comune e divenire oggetto di preoccupazione e cura non solo del sistema scolastico, ma anche dei molteplici soggetti territoriali, produttivi e culturali, tramite azioni condivise e sinergiche.

 

In base al contesto di riferimento la scuola dell’autonomia, sempre più aperta all’esterno e impegnata a superare l’autoreferenzialità, valida la propria proposta educativa basata sulla acquisizione di competenze per la vita.

 

Le molteplici necessità che continuamente affiorano nella scuola, specchio di una società in rapida evoluzione, come le problematiche legate all’inclusione, alla cittadinanza digitale, all’educazione civica e alla sostenibilità ambientale, le esigenze di mettere in atto strategie didattiche fondate sull’apprendimento collaborativo e significativo piuttosto che sulle nozioni-informazioni, le opportunità di costruire PCTO operando in rete, possono servirsi di uno strumento eccezionalmente adatto a favorire il confronto pedagogico e l’innovazione metodologica: il patrimonio culturale, materiale e immateriale.

 

Scheda pronto intervento sulle opere d’arte con la Protezione civile

 

Aiutando gli studenti ad ottenere la percezione del passato, del presente e del futuro, esso risulta capace di motivarli, di portarli a conoscere e a riflettere sui problemi dei luoghi di appartenenza, ad interagire con gli esperti che vi operano, ad essere parte attiva nella conservazione della memoria e della rivitalizzazione del tessuto sociale e urbano, a diventare protagonisti consapevoli della tutela e della valorizzazione.

 

 

 

 

Porta all’adozione di un modello di sviluppo umano fondato sulla sostenibilità nel rapporto uomo-natura, sulla cittadinanza attiva e responsabile, sulla memoria della storia come fondamento del futuro, sulla conoscenza e sul rispetto delle diverse identità culturali.

 

Dal momento in cui è stata riconosciuta l’autonomia organizzativa, didattica e di ricerca (L. 59/97) delle istituzioni scolastiche, diversi sono stati i provvedimenti amministrativi e le iniziative intraprese per educare al patrimonio culturale, secondo un percorso che a mio avviso ha ancora grandi passi da compiere. Nella prima parte del mio breve opuscolo, intitolato “Il patrimonio culturale nella scuola dell’autonomia” ho voluto fissarne le tappe, creando così un utile vademecum per gli operatori del settore, e focalizzare l’attenzione sul tema a me caro.

 

Copertina del saggio “Il patrimonio culturale nella scuola dell’autonomia” di M.L. Carani

A dimostrare la sua centralità e come i Beni culturali possano costituire elementi intorno ai quali ricostruire il senso di identità di una popolazione, mi è piaciuto riportare, a diversi anni di distanza, l’esempio particolare della città dell’Aquila sconvolta dal sisma del 2009 e riflettere su come in un luogo devastato, nel momento di più profonda crisi e incertezza, in cui erano andati perduti tutti i riferimenti sociali e civici, la scuola abbia rappresentato davvero il primo e unico punto fermo per i ragazzi e per il territorio intero.

 

Museo MAXXI
Federico Borzelli

Marketing territoriale e Formazione per il MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo.